Chiamarsi “Orlando” per il protagonista di questo romanzo di V. Woolf significa portare il peso di una eredità letteraria molto impegnativa: evoca il”Roland” della prima Chanson de geste di Turoldo e il “…Furioso” dell’Ariosto, riprende un filo che dall’Anno Mille si è continuato fino al nostro 1500.
Virginia Woolf prende il testimone e ricrea l’atmosfera delle gesta eroiche e delle follie dei suoi predecessori, ma vi aggiunge anche una nota innovativa: nel corso delle sue avventure “Egli, poiché non c’era dubbio sul suo sesso”..si risvegliò da un lungo sonno che “era una donna”!
Non cambia però la sua “missione”, quella che la Regina Vergine gli aveva affidato chiamandolo a Corte, innamorata della sua grazia e consegnandogli l’anello e la Giarrettiera: Vivere nei secoli sfidando la morte, in nome della sua Regina e della sua Inghilterra.
Con il ritmo di una Chanson de geste trasfigurata dalla magia delle favole l’”Orlando” di Virginia Woolf attraversa i secoli e i Paesi osservandone i costumi e le usanze senza rinunciare al punto di vista squisitamente “femminile“ e doppiamente critico sulle società che incontra, fino ai tempi in cui l’Autrice scrive, il 1928.