2 ottobre. 4’ Incontro al tramonto 2026: Allen Ginsberg-Gregory Corso
Si conclude con questo 4’ Incontro al tramonto 2026 il secondo dei due dedicati alla “Beat generation” che dagli anni ’50 del ‘900 ha impresso una svolta molto significativa e pervasiva alla produzione culturale dagli USA all’Europa e non solo.
Gli Autori, Allen Ginsberg e Gregory Corso, di cui leggeremo parte dei testi, ci presentano in forma di “Urlo”, di “Kaddish” e di “Bomba” lo stato di estremo disagio, la volontà di ribellarsi, la preghiera, il terrore di una Umanità fatta di drop out, di individui marginalizzati, sottomessi e poi vittime e ribelli a logiche di consumismo senza regole, bellicismo devastante, assenza di un Dio Padre e di una Madre America. Potremmo forse scandalizzarci, noi lettori “per-bene” a leggere alcuni passaggi delle loro composizioni poetiche, potremmo reagire con disgusto al racconto della loro vita così “per-male” e allontanarcene sdegnati…Ma ricordiamo che essi non furono i primi: altri “Poeti maledetti” -Rimbaud, Mallarmé, Verlaine, Wilde…dalla civilissima Francia e dalla conformista Inghilterra avevano lanciato un secolo prima i loro messaggi di disagio e distacco rispetto alle ipocrisie di una “ordinata” vita borghese invocando visioni salvifiche e altri valori. Intorno alla beat generation si radunarono, nelle Università e nelle piazze d’America e d’Europa, a migliaia le giovani generazioni e ne ascoltarono i messaggi. Molti ne rimasero vittime e fra loro alcuni degli stessi Autori, ma resta come eredità preziosa la ricerca di nuovi modi di esprimersi, la ribellione al consumismo, al militarismo, l’invito a prendere coscienza, la volontà di vivere in pace. E per noi, oggi, dove trovare le risposte? “Blowing in the wind” ci indica Bob Dylan e “We shall live in peace…” ci promette, con la limpida voce di Joan Baez, la nota canzone diventata Inno del tempo. A noi stà oggi cercare e trovare nuove frontiere.