Dal cuore di un Paese che da quasi due secoli non era più il centro dell’Impero e non ancora poteva configurarsi come Italia, agli inizi del 1200, seguendo i più profondi richiami del messaggio evangelico, del monachesimo e del misticismo, prende corpo e vigore la figura di S. Francesco d’Assisi. La sua radicale e scandalosa rinuncia ai beni materiali del mondo che una classe borghese emergente e facoltosa nelle città accumulava con le botteghe artigiane, i commerci, le banche e le guerre; il suo sposalizio con “Madonna Povertà” che Cristo aveva scelto con i suoi apostoli, genera sconcerto e rabbia ma anche fervente entusiasmo e in molti da subito lo seguono e ne diventano “frati”= fratelli. La “Missione” è aiutare i poveri, i malati, diffondere il Vangelo con la “predicazione” all over the world. La Natura è amata come creata da Dio, anche nei suoi aspetti più ostili; i miracoli verso chi soffre attestano la santità di Francesco; il suo linguaggio, il volgare umbro, diventa il primo passo della futura lingua volgare italiana. 800 anni fa, la notte fra il 3 e il 4 Ottobre 1226, la sua morte. Noi oggi gli rendiamo omaggio.